C’è sempre un punto di (non) ritorno

Ho paura che per certe cose sia un po’ troppo tardi.
Ci si è allontanati. Forse non tanto, ma forse da troppo tempo.

E tu cosa pensi? Sei contenta? Ti va bene così? A me dispiace. Ho provato anche a cercarti, ma non sono riuscito a ritrovarti. Lo sai perché ci siamo avvicinati e salutati, ma la cosa è finita lì.

Non so se potremmo mai tornare a ciò che eravamo prima, ma a me piacerebbe. Mi piacerebbe ridere con te (come una volta) di tutto questo.
Mi spiace non essere più ciò che eravamo prima e mi piacerebbe che (esattamente in questo momento) ti dispiaccia anche a te. Sarebbe bello che ti spiacesse più di me… per una volta sola vorrei vincere una stupida battaglia d’orgoglio.

Sono stanco di cercarti, non perché sei tu, ma perché in questo momento vorrei essere cercato io… da tutti, senza alcuna distinzione. Vorrei per una volta solo il buono… gratuitamente.
Forse però il buono non c’è e l’unica persona a cui dispiace tutto questo sono io. Per questo ho paura di chiamarti. Non voglio più cercare o pregare nessuno, ne ho passate abbastanza ed ho solo voglia di sedermi qui.

Se vuoi abbracciarmi (come una volta) sono qui ad aspettarti. Io.

Io non voglio costringere nessuno a restare.
Non voglio essere rete, non voglio trattenere.
Preferisco essere riva, il luogo dove vale sempre la pena tornare.
Perché non si può imbottigliare il mare, lo si può solo amare

Nicole

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