Scriventi e scrittori

Lo scopo primo dello scrittore non è ciò che egli scrive. Il suo bisogno primo è scrivere. Scrivere, cioè assentarsi dal mondo e da se stesso per farne, eventualmente, materia di elaborazioni letterarie. È solo secondariamente che si pone la questione del «soggetto» trattato. Il soggetto è la condizione necessaria, necessariamente contingente della produzione di scritti. Non importa quale soggetto è quello buono purché gli permetta di scrivere.

Per sei anni, fino al 1946, io tenevo un «diario». Scrivevo per scongiurare l’angoscia. Non importa cosa. Ero uno scrivente.

Lo scrivente diventerà scrittore quando il suo bisogno di scrivere sarà sostenuto da un soggetto che permette e esige che questo bisogno si organizzi in progetto. Siamo in milioni a passare la nostra vita a scrivere senza terminare mai niente né pubblicare.

[…]

Non volevo rivelare i risultati di una ricerca ma scrivere questa ricerca mentre si effettuava, con le sue scoperte allo stato nascente, le sue difficoltà, le sue false piste, l’elaborazione brancolante di un metodo, mai terminato. Cosciente che, «quando tutto sarà stato detto, tutto resta ancora da dire, tutto resterà ancora sempre da dire» – in altre parole: è il dire che importa, non il detto – ciò che avevo scritto mi interessava molto meno di quello che avrei potuto scrivere in seguito. Penso che questo sia vero per ogni scrivente/scrittore.

André Gorz – “Lettera a D”

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