Stalking nights: Confessioni (la prima volta)

8 aprile 2013 poco prima di mezzanotte.

Le giornate terribili iniziano come tutte le altre, a volte speri di lasciarle alle spalle quando vai a letto, altre volte, purtroppo, vieni svegliato.

Appena lei mi risveglia, mi accorgo che non c’è più nostro figlio nel letto. È un rituale noto: la sera mi metto a letto con lui per cercare di farlo addormentare, solitamente finiamo addormentati entrambi, quando poi lei arriva, lo porta nel lettino della sua cameretta e dopo viene a dormire. Un’altra cosa che, per alcune cose, potrebbe andare meglio tra di noi.

In penombra e con la vista ancora sfocata riesco a vedere le lacrime che sta trattenendo. So benissimo che sono lacrime che fra poco faranno male a tutti e due, comincio ad averne la conferma quando mi dice “ho bisogno di parlarti”. Mentre il cuore mi salta in gola, mi tiro su e cerco una posizione comoda. Rimango seduto sul letto con i talloni vicini al sedere. Aspetto il colpo.
Lei è appena tornata dalla sua lezione di fit boxe e io ho la certezza che fra poco finirò a tappeto. Certi incontri sai già come finiranno prima che inizino. A volte, quando sei palesemente inferiore, sai già che perderai, nonostante tutto cerchi di combattere e di arrivare all’ultimo round. Fai di tutto per perdere ai punti, come se questo rendesse il tutto meno umiliante. Penso che a volte sarebbe molto più dignitoso se qualcuno buttasse la spugna prima; io purtroppo non sono mai riuscito a farlo. Tutte le mie sconfitte le ho perse, sempre totalmente distrutto, ai punti e questo non è mai stato consolante. Anche questa volta non ci sarà nessuna spugna.

Quella che segue è una confessione. La confessione di una cosa iniziata per gioco con quello che pensavamo un amico comune. Nel racconto non c’è solo il gioco però, ci sono anche sentimenti, non ben identificati e interpretati in modo decisamente differente dai due protagonisti.
Dai sentimenti all’ossessione il passo è breve. Si parte da piccoli gesti rubati e si prosegue con la molla dei ricatti, ogni volta sempre più grandi. Dopo di questo, ogni parola fa sempre più male. Dopo di questo, ogni dettaglio è sempre più schifo desolazione e sconforto. E proprio quando pensi di aver preso abbastanza pugni, quando aspetti solo il suono della campana per poter rifiatare, ti arriva il montante sul mento.

Anni fa, fermo con lo scooter al semaforo, un muratore mi venne addosso con il suo Cassone della Ducato. Lo scooter, dopo aver distrutto il radiatore del camion, andò a finire sotto il cassone, io a dieci metri di distanza nel mezzo di un incrocio. Appena smisi di rotolare, in modo totalmente automatico provai a rialzarmi, il ginocchio e qualcos’altro cedettero e io finii di nuovo al tappeto. Mentre, disteso sull’asfalto, cercavo di capire la gravità delle cose accadute, in bocca uno strano sapore metallico.
Ora, a quasi sette anni di distanza da allora, lo stesso sapore metallico.

Mentre prosegue il suo racconto e ascolto sempre più attonito, distraggo lo sguardo sulla radiosveglia del comodino: è passata da un po’ la mezzanotte, è iniziata una nuova giornata. Le mie certezze in questo momento sono poche, forse l’unica, è che la giornata che sta per iniziare non sarà migliore di quella appena trascorsa.

つづく

Annunci

11 pensieri su “Stalking nights: Confessioni (la prima volta)

  1. Matto un laic… Solo per trasformarlo in abbraccio…
    (… Mi hai catapultata a poco tempo fa… )
    Il giorno nuovo DEVE essere una speranza… E prima o poi lo sarà …

    • Grazie… in realtà le cose ora vanno un pochino meglio, ma questa storia era rimasta mai raccontata per troppo tempo. Ormai ho la certezza che il tempo guarirà tutto… quello successo due anni fa… quello successo ora e tutto quello successo nel mezzo. C’è solo bisogno di aspettare… ma grazie per il supporto 🙂

  2. Ciao Davideman hai bisogno di sorridere e per farti sorridere ti scrivo questo racconto .” Qualcuno mi raccontò una storia divertente su un crociato che aveva messo la cintura di castità alla moglie, lasciando la chiave in custodia al suo migliore amico, in caso fosse morto. Aveva appena percorso poche miglia, quando vide l’amico galoppargli dietro furiosamente, gridando: ‘Mi hai dato la chiave sbagliata!’
    (di Anaïs Nin)
    Un abbraccio 🙂 Viola

    • Grazie allora per esserci… e grazie per il coraggioso, purtroppo penso sia solo un terribile carattere che mi porto addosso e molta testardaggine… il coraggio è un’altra cosa.

      • Un po’ duro con me stesso lo sono, però penso che il coraggio non sia questo… questa è una storia che ho dovuto affrontare indipendentemente dal fatto che lo volessi o meno. Le scelte che ho fatto dopo, hanno avuto molto a che fare con il cuore, ma non so se sono state coraggiose.
        In altri momenti ho dovuto e scelto di fare cose coraggiose… ma quelle sono altre storie. Un giorno magari riuscirò a raccontare anche quelle 🙂

      • Avresti potuto tapparti le orecchie, non ascoltare ma chiudere subito. Sarebbe stato un atto di superbia e codardia. Un atto di cuore spesso cela molto coraggio. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...