Il lieto fine

Quante volte ho cercato a tutti i costi il lieto fine con te. Non potevo accettare che la mia ferita tornasse a sanguinare. E mi sono ostinata a salvarti nonostante tutto e tutti. E mi sono obbligata a non vedere, a non sentire, tutto per rincorrere ostinatamente quel lieto fine. Peccato che ero la sola a volerlo. E da sola mi imprigionavo in una gabbia senza uscita. Mi sono liberata solo quando ho avuto il coraggio di vedere che quella felicità non esisteva se non nella mia testa e che i miei monologhi interiori rimanevano solo miei. Non c’era nessuno là fuori a volere la mia felicità. Non c’era nessuno che sentiva come io sentivo.

Non c’era nessuno che era disposto a combattere per quel lieto fine così come avrei fatto io. E allora si, ho sofferto, ma ho avuto il coraggio di vedere frantumarsi le mie fantasie per tornare alla vita vera, quella dove amare vuol dire incontrarsi e crederci insieme, dove non ti nutri di fantasie per tamponare la paura di soffrire, ma impari a condividere la tua sofferenza con qualcuno che la sa accogliere.

Francesca Saccà

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20 pensieri su “Il lieto fine

    • In realtà Francesca Saccà è una psicoterapeuta che si occupa di dipendenza affettiva… e credo che in quest’ultimo periodo è un problema di parecchie persone.
      Insomma mi piace vincere facile 🙂

      • ho visto…
        la cosa forte ( emotivamente parlando) è leggere parole che esprimono perfettamente cose successe e sensazioni provate…
        … in effetti è una cosa che riguarda molti, ci siamo abituati a pensare di non poter stare senza qualcuno e ci dimentichiamo di avere cura di noi stessi, facendo più danni che altro… in mille modi diversi

      • C’è un libro che mi hanno consigliato in questo periodo (che ho scaricato ieri sera sul Kindle) di Enrico Maria Secci “I Narcisisti Perversi e le unioni impossibili”… per quello che ho letto (poco meno di metà) è stato “illuminante” e “spaventoso” (sempre emotivamente parlando)

      • … lo immagino… sono letture che mi evito, come i bugiardini delle medicine…. mi mandano ” a massa”… e mi caricano di pensieri che non mi aiutano… anche se ammetto essere ricerche interessanti e anche utili…
        Io dopo che è successo cosa è successo, ho bisogno di rielaborare un po’ di cose che alla fine sono mie indipendentemente dal mio vecchio rapporto ( che ora, anche se in modo differente sta continuando, inevitabilmente vista la presenza di Mini)…
        Mi sono accorta che alla fine, un pochetto mi sono infilata nella tana del lupo… e ora bisogna uscirne… piano piano…
        🙂

      • Già… io purtroppo ero già a massa da un po’ e letture come queste sono state un modo come un altro per cercare di risalire a capo del problema… poi ognuno ha il suo personalissimo e insindacabile modo.
        Io purtroppo da solo non ci sono riuscito… e lunedì prossimo ho il primo incontro al fight club (se hai mai visto il film o letto il libro sai di cosa sto parlando).
        In realtà penso che il tempo sia comunque il medico migliore

      • nemmeno io avrei potuto fare da sola… e ho iniziato ben prima che tutto scoppiasse, a chiedere aiuto…
        l’importante è cercare con tutte le forze il modo di stare bene ( e non è una cosa scontata)… il tempo aiuta sicuramente… purtroppo non è quantificabile, sembra sia passata un’eternità… e poi invece no…

      • io però mi fido di te quando dici che “con il tempo se ne esce”… se poi non è così allora ti cancello dalla lista delle dispensatrici di buoni consigli 🙂

      • Nooooo! Non mi far stare in ansia! 😀
        … Io credo ci voglia una buona dose di pazienza, insieme alla voglia di migliorarsi e , come dicevo, voglia di stare bene… Non è semplice…
        ( dopo 12 anni e un mini di 6, ci sono momenti che sembrano impossibili- poi le rogne nel mio caso non vengono una per volta- ma scatta qualcosa che ogni volta fa dire “su, forza”… Si riparte e si cerca un motivo per sorridere…) fidati, si può… 🙂

  1. Tipo questa cosa è quella che io ho il terrore di fare, di dover fare, anzi forse meglio sarebbe dire “ho il terrore di poter fare anche io un giorno” : accorgermi che sono l’unica a sentire così, a desiderare così, e veder frantumare qualcosa che poi, in fondo, non c’è. E cazzo se fa paura.

    • Beh se quel qualcosa non c’è tranne elaborarlo non ci puoi fare niente. Bisognebbe capire in che modo è impostato il rapporto e se è un rapporto “sano”. Poi è normale che certe cose facciano paura… ma credo che tu abbia affrontato di peggio fino ad ora nella vita… e comunque ne sei uscita in qualche modo vincitrice 😉

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