Stalking nights: Rialzarsi (la prima volta)

9 aprile 2013 primo mattino.

Inaspettatamente, poco dopo, sono riuscito ad addormentarmi. Ho dormito meno di due ore, ma mi è servito a staccare per un po’ i pensieri.

Spenta la sveglia siamo riusciti a dirci solo un timido ciao, dobbiamo ricostruire e metabolizzare davvero molto prima di poter ricominciare ad avere ancora gesti di intimità e dolcezza.
Normalmente i ritmi frenetici della mattina, non ci portano ad essere molto vicini e questo oggi è un bene: siamo entrambi feriti ed entrambi senza parole da pronunciare, le uniche parole che riecheggiano nelle teste sono “scusa” e “schifo” e stranamente hanno anche un’assonanza tra di loro.

Basta rallentarci di poco per non ferirci. Piccoli gesti. Rimettersi il rimmel già messo, 30 secondi in più nella doccia, lavare una tazza già lavata per evitare di trovarci a contatto. Nostro figlio ci da’ una mano quando, come al solito, ci assorbe completamente. Alla fine, quando lei esce, ancora nessun gesto. Solo qualche timida parola, frutto più dell’educazione che di altro.

Appena esce, per accompagnare il bimbo all’asilo, mi butto sul letto. Anche se è un gesto che faccio abitualmente, questa volta è una necessità. Mi abbandono fra le lacrime, finalmente. Proseguo poi sotto la doccia, nella stessa posizione in cui ho ascoltato la sua confessione questa notte.
Quando mi rialzo, mi accorgo che gli occhi sono totalmente gonfi. Mi chiedo come farò ad andare al lavoro. Subito dopo mi chiedo come farò ad andare avanti in genere. Purtroppo non ho risposte e non posso nemmeno fermarmi ad aspettarle. Devo solo provarci, un giorno alla volta, un passo dopo l’altro. Non posso permettermi null’altro.

Fortunatamente oggi lavoro da solo, fortunatamente nei giorni scorsi sono riuscito a portare avanti un po’ di attività. Questo riesce a coprire il fatto che i miei occhi siano costantemente pieni di lacrime e che non riesca più a fare nulla. Tabula rasa. Non riesco a partire. Mi sento un estraneo qui dentro e non sono sicuro di cosa stia esattamente facendo qui.

E poi devo scrivere un un po’ di risposte.

つづく

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5 pensieri su “Stalking nights: Rialzarsi (la prima volta)

  1. … l’aria sembra melma nella quale si fa fatica a respirare… non sai quale parte del corpo muovere per prima… eppure c’è un mini e non si esplode con lui… allora trattieni tutto, rimpiangi di aver cambiato lavoro e non avere quell’ora di macchina… e in dieci minuti sistemare la faccia non è possibile… allora il silenzio, lo sguardo basso… così per due settimane… a cercare un angolo per rifugiarsi e fermarsi…
    ( il laic è per la vicinanza)

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