Un’altra bellissima, inutile e terribile alba

Ci sono giornate che iniziano benissimo.

Ci sono delle albe bellissime in cui vorresti che il sole non si sollevasse mai. Vorresti vivere in quel momento per sempre. Vorresti che il mondo si fermasse e non accadesse più niente. Vorresti quella poesia e tutto il buono di quell’istante per sempre.
Invece no.
Invece devi andare incontro a quella che sai già sarà una giornata terribile. Forse una delle peggiori della tua vita.
Non puoi scappare o buttare la spugna. Devi andare a farti sconfiggere dagli eventi. Ancora una volta. Devi andare a perdere quello che hai, con la certezza che non si torna più indietro e che non ci sarà nessuna rivincita.

L’ultima giornata così mi ricordo fu il giorno del funerale di Roberto. Fu un’alba bellissima. Furono lacrime… e da allora fu tutto diverso.

Secondo la mia terapeuta quello di oggi sarà “solamente” un altro lutto da elaborare. Ci vorrà tempo, non si dimenticherà mai, ma si imparerà a vivere in modo differente. Si imparerà a vivere 3 giorni la settimana e le domeniche alterne. Si imparerà a vivere in modo diverso il Natale, le vacanze e tanto altro. Io spero di imparare presto a vivere, soprattutto, in quello che rimane.

Da domani comincerà ad essere tutto diverso.
Da domani si dovrà imparare a vivere di nuovo.

Oggi è un buon giorno per morire.

Linea mortale

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12 pensieri su “Un’altra bellissima, inutile e terribile alba

  1. Prova a dirti : da domani comincerà ad esserci qualcosa di diverso e qualcosa di nuovo. Tutto, improvvisamente, non si può. Il cambiamento quello vero e duraturo si fonda su tanti piccoli passi. Un abbraccio

  2. quando senti quell’attimo di poesia, tienilo stretto… per dirti che c’è poesia e bellezza, nonostante tutto, sempre… quel domani è solo più “diverso” di altri… ma è diverso, non migliore o peggiore…
    sarà un inizio nuovo e come tutto ciò che è nuovo, spaventa, destabilizza… ma è qualcosa da costruire… e sarà per forza qualcosa di buono… nonostante tutto…

  3. Non ho parole mie da offrirti e sarebbero troppo misere.
    Prendo a prestito queste, meravigliose, e ti abbraccio forte.
    Nulla è in regalo

    Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
    Sono indebitata fino al collo.
    Sarò costretta a pagare per me
    con me stessa,
    a rendere la vita in cambio della vita.
    È così che è stabilito,
    il cuore va reso
    e il fegato va reso
    e ogni singolo dito.
    È troppo tardi per impugnare il contratto.
    Quanto devo
    mi sarà tolto con la pelle.
    Me ne vado per il mondo
    tra una folla di altri debitori.
    Su alcuni grava l’obbligo
    di pagare le ali.
    Altri dovranno, per amore o per forza,
    rendere conto delle foglie.
    Nella colonna Dare
    ogni tessuto che è in noi.
    Non un ciglio, non un peduncolo
    da conservare per sempre.
    L’inventario è preciso,
    e a quanto pare
    ci toccherà restare con niente.
    Non riesco a ricordare
    dove, quando e perché
    ho permesso che aprissero
    questo conto a mio nome. 
    La protesta contro di esso
    la chiamiamo anima.
    E questa è l’unica voce
    che manca nell’inventario.
    Wislawa Szymborska

  4. Sono d’accordo con Principessa70… Tanti piccoli passi possibili…e rimanere sempre saldamente attaccati al bello, come all’alba, tutt’altro che inutile…e sempre forza Davide!

  5. I miei genitori si sono separati quando avevo tre anni. Vedevo mio padre il lunedi, il mercoledi, e il venerdi dopo la scuola. Se non lo vedevo il venerdì, lo vedevo il sabato e la domenica e dormivo da lui. Ho avuto la fortuna di avere dei genitori che parlavano non troppo male l’uno dell’altro. Non troppo perchè a volte capita. E’ umano, è normale. Vedevo mio padre quindici giorni d’estate di fila, e a volte diventavano trenta, perchè alla fine era sempre un trauma andare via, e tornare alla vita normale. Scoprii col tempo, che molte mie amiche con i genitori separati vedevano il loro padre molto meno di me. Un giorno a settimana. Un week end ogni tanto, uno al mese. Credo che tu sia un buon padre, uno tosto. Molto tosto. Uno che ha voglia di crescere i suoi figli, e penso che tu possa farlo anche da “lontano”. Io mi accorgo solo adesso, a 27 anni, di quante cose (belle e brutte) ho del carattere di mio padre. Di mia madre ho le abitudini, il modo di fare, ma di mio padre ho il carattere, il modo di reagire. Perchè quando tu stai meno con una persona, tu assimili più. Tutto quello che ti arriva tu lo prendi. E’ normale, si fa così. Per questo credo che tutti i momenti che vivi e vivrai con i tuoi bimbi saranno momenti in cui loro assimileranno tutto di te, e di questo credo tu possa andarne fiero, e soprattutto non dovrai mai dimenticartene. Almeno questo è quello che penso io.

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