Alea iacta est (non trovo le parole)

Una coppa è utile quando è vuota

– Ciao come stai?

– Ciao Mary… non so bene come sto. Ieri stavo male. Davvero. Forse è stata una delle giornate più difficili della mia vita.
Ieri era il giorno della formalizzazione, davanti all’assistente sociale e all’avvocato, delle condizioni di affido dei bimbi e, più in generale, della separazione. Forse l’ultima possibilità per tornare indietro… comunque l’ultima occasione per decidere tutto.
Ho provato a dire a Donatella che avrei preferito per noi 4 un’altra possibilità e un altro finale. Come al solito non è servito a nulla. Lei continua a dirmi che ormai con il nostro passato e quello che ci è accaduto pensa non si possa fare più nulla. Io continuo a dirle che dobbiamo pensare a vivere il presente e soprattutto il futuro. Il passato non si può cambiare, rimarrà lì qualsiasi cosa faremo… forse anche a tormentarci se non lo affrontiamo veramente. Insomma siamo sempre su due piani differenti, però… sono confuso io ed è confusa lei, ho paura io ed ha paura lei, sono triste io ed è triste lei, le voglio bene io e mi vuole bene lei, entrambi non vogliamo perderci, entrambi vogliamo impegnarci, entrambi vogliamo migliorare, vogliamo tante cose l’uno per l’altro. In qualche modo continuiamo a cercarci e dormiamo spesso ancora abbracciati insieme. Ieri persino l’avvocato e l’assistente sociale, quando decidevamo e scrivevamo insieme le condizioni, ci hanno detto che siamo proprio una coppia bella e intelligente. Mi è sembrato più che mai fuori luogo… se avessero avuto davvero ragione loro non saremmo mai dovuti essere lì.
Detto questo, siamo riusciti a fare tutto senza conflitti. Stamattina lei ha risistemato il documento in bella copia e stasera lo firmeremo. Probabilmente domani (o comunque nei prossimi giorni) andrà a consegnarlo in tribunale. Dopodiché è solo questione di tempo. “Alea iacta est” direbbero i latini.
Lei dovrebbe avere casa dal primo di marzo e per allora ci dovrebbe già essere la sentenza di separazione (ora è tutto più veloce). Insomma fra un mese e mezzo vivremo in case differenti e in modi differenti. A me spetteranno (che parola brutta) i bimbi il lunedì, il martedì e il mercoledì a lei il giovedì, il venerdì e il sabato. Le domeniche saranno alternate. Non ti tedio con le condizioni economiche, ma anche lì faremo tutto insieme… e in più ha sempre e comunque tutto il mio aiuto incondizionato per i bimbi.
Io non so come sto. Ultimamente non riesco a trovare le parole… in generale mi sento totalmente svuotato e forse, da alcuni punti di vista, è un bene.
Domani chiederò aiuto alla terapeuta su come cominciare a spiegare tutto a Samuele… Christian (dall’alto dei suoi 18 mesi) fortunatamente(?) imparerà automaticamente a vivere così.

– Io ieri l’ho sentita, era triste chiaramente per la chiusura di un capitolo, ma decisamente sollevata. Mi spiace che tu la viva così male.

– Per il resto non insisterò più. Anche se questa cosa mi devasta, ormai non posso fare altro che accettare la sua scelta.

– Ne abbiamo parlato e parlato, lei non ti ama più, non ti vuole più e vuole una vita senza di te… mi spiace.

– Anche a me (te l’ho già detto che non riesco a trovare le parole?).
Forse la mia è solo un’enorme dipendenza affettiva… forse lei è solo l’amore più grande e sbagliato della mia vita. Cercherò sempre e comunque di essere il padre migliore possibile per Samu e Chris… ora è questo il mio cammino.

– Il padre migliore lo eri anche prima.

Devo lasciarti ora, amico mio. Hai un lungo viaggio davanti a te, e devi viaggiare leggero. Da questo momento in poi, lasciati dietro tutto il fardello di conclusioni preconcette e apriti a tutto e a tutti coloro che troverai lungo il cammino. Ricorda, amico mio, una coppa è utile quando è vuota.

Bruce Lee

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22 pensieri su “Alea iacta est (non trovo le parole)

  1. Io penso che essere genitori e essere marito e moglie siano due cose diverse. Non smetterete mai di essere una famiglia. A differenza di tutte le coppie che si lasciano senza che pero’ hanno bimbi. Voi lo sarete comunque per sempre. Le feste, i compleanni, comunioni, cresime le passerete assieme. Per i figli ci sarete sempre entrambi. I problemi dei bimbi li affronterete assieme. Non smetterete di essere genitori. E questa cosa i bimbi la sentiranno. Quindi e’ importante. Credo che tu possa anche ripartire da questo. Non sei a zero. Hai comunque gia’ una famiglia. Credo sia un bene.

  2. mi spiace non riuscire a passeggiare per bene sul tuo blog per conoscerti un pochino di più… sto incasinata al lavoro e a casa col cell abbradipato senza giga non sempre riesco a leggere…. pian piano recupererò…
    mi spiace voi dobbiate affrontare questa situazione… le cose man mano, visto che siete comunque rispettosi di voi stessi e dei bambini, di sicuro si appianeranno… e tu continuerai ad essere un buon papà…

    • grazie comunque per venirmi a trovare… spesso lo faccio anche io, anche se avrai ben capito che in questo momento non sono molto in vena di commenti e di parole…
      Per il resto continuerò con tutte le mie forze a fare quello che posso

      • In realta ti leggo a vokte non riesco a commentare col cell… Se poi non riesco live, comunque recupero!
        I commenti e le parole devono esserci se uno vuole altrimenti diventa un obbligo… Ma in ge?rale, non solo per il blog…
        Pian piano passa il momento e ritroverai un equilibrio diverso…

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