Un fine settimane di bugie (amo irresponsabilmente tanto…)

Venerdì hai consegnato tutto in tribunale.
Di tutte le carte e i moduli compilati in consultorio, è rimasto solo un numero protocollo da controllare sul sito del tribunale. Presto ci sarà l’appuntamento davanti al giudice. Presto non so cosa rimarrà.

Sabato abbiamo lasciato i bimbi dai miei e ti ho accompagnato a cercare i mobili per la tua nuova casa.
Siamo riusciti a vedere solo la cameretta e il divano su cui dovrai dormire… da sola… o comunque senza di me. Abbiamo fatto tutto insieme, come fossimo la bella coppia che anche l’avvocato e l’assistente sociale hanno visto. Credo che ci abbiano creduto anche le persone che hanno visto abbracciarci, soprattutto nei momenti in cui eri in difficoltà e ti prendevo per mano. Lo facevo per darti forza. Quella stessa forza che io non ho e che vorrei avere. Quella stessa forza che tu credi che io abbia. A me comunque è bastato che tu ci abbia creduto.

Usciti fuori abbiamo parlato. Tanto.
Abbiamo parlato senza filtri perché te l’ho chiesto io e perché ti ho detto che ormai non fa più male. Anche questa volta ti ho mentito… e forse anche questa volta tu ci hai creduto. Abbiamo parlato di amore, ma non di amore per me o per i bimbi. Ho ascoltato tutto e quando ti ho chiesto come ti sei accorta e convinta di non amarmi più, come al solito ti sei messa stizzita sulla difensiva e non mi hai risposto. Come al solito ti si sono riempiti gli occhi di lacrime. Ti ho asciugato le lacrime, come se fossi tu quella a cui serviva questo gesto. Ti ho detto di lasciare perdere perché ormai non mi interessava più la risposta… probabilmente anche questa volta ci hai creduto.

Siamo tornati a casa. Ti ho abbracciato e abbiamo fatto l’amore come non succedeva da quasi un mese. È stato intenso come se fosse davvero l’ultima volta. Abbiamo pianto e quando ti ho chiesto com’è fare l’amore con uno quasi separato abbiamo riso tra le lacrime.

Domenica siamo stati al centro commerciale e mentre tu ti tagliavi i capelli con Samu io facevo la spesa con Chris.
Abbiamo incontrato Stefano e Claudia con le bimbe e quando ci hanno chiesto come va mi sono bloccato. Questa volta hai mentito tu. Presto anche loro sapranno la verità.
Siamo andati al bar a fare merenda con i bimbi e quando hanno passato quel video mi sono fermato perché sapevo che avresti voluto guardarlo ed ascoltarlo. Mi sono fermato perché se non l’avessi fatto forse avresti visto i miei occhi velarsi di lacrime e non sarei più riuscito a fare la parte di quello forte. Quando siamo tornati a casa l’hai poi cercato e postato su facebook.
Abbiamo poi fatto tante altre cose come fossimo ancora una coppia normale. E anche se hai cambiato taglio e colore dei capelli non sei riuscita a convincermi di essere cambiata.

Mentre tornavamo a casa in macchina, i bimbi si sono addormentati. Ne hai approfittato per dirmi che che non possiamo continuare così perché altrimenti non riuscirò mai a staccarmi da te.
Ti ho spiegato che il sesso è solo la manifestazione della mia attrazione e del mio desiderio per te. Ti ho spiegato che ti aiuto solo perché voglio che tu e i nostri bimbi stiate bene… è solo il mio affetto per te e soprattutto per loro.
Ti ho spiegato che tutto questo è un piano separato dall’amore… ti ho chiesto di tenere le emozioni distinte e di non confonderle.
Questa non so se l’hai bevuta… forse era una bugia troppo grossa perché tu ci potessi credere.

Probabilmente chiara come il sole
la mia tendenza alla continuità
contraria a tutte le tue aspettative
sto qua
Tu vuoi una rosa che non abbia spine
ma non è questa la normalità
ci si innamora di una imperfezione
io resto qua
per te sarò sbagliata
ma resto qua.

Vivo ogni secondo come l’ultimo secondo
credo in poche cose
ma ci credo fino in fondo
amo irresponsabilmente tanto
che non riesco a smettere
sinceramente
io rivoglio tutto
i passi falsi a litigare
fari di una macchina
la casa in cui abitare
stringerti ed avere la certezza
che ti sto per perdere
un’altra volta
stupendo fino a qui
stupendo fino a qui.

Probabilmente non c’è più confine
ogni bugia diventa verità
un compleanno senza candeline
io resto qua
lo so sono sbagliata
ma resto qua
vivo ogni secondo come l’ultimo secondo
credo in poche cose
ma ci credo fino in fondo
amo irresponsabilmente tanto
che non riesco a smettere
sinceramente
io rivoglio tutto, i passi falsi e litigare
fari di una macchina
la casa in cui abitare
stringerti ed avere la certezza
che ti sto per perdere
un’altra volta
stupendo fino a qui.

Io rivoglio tutto
i giorni i sogni a ricucire
fari di una macchina
la casa in cui abitare
stringerti ed avere la certezza
che ti sto per perdere
un’altra volta
stupendo fino a qui

l’ultima volta
stupendo fino a qui.

Alessandra Amoroso – “Stupendo fino a qui”

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27 pensieri su “Un fine settimane di bugie (amo irresponsabilmente tanto…)

    • Beh un po’ straziante lo è, ma se non lo fosse, forse non ne varrebbe la pena.
      E poi a volte bisogna davvero toccare il fondo prima di rialzarsi.
      Forse l’ho già scritto quando parlavo di quello successo due anni fa, ma per indole e per le cose a cui credo veramente, non riesco mai a buttare la spugna prima… tutte le mie sconfitte le ho perse, sempre totalmente distrutto, ai punti. Poi però mi sono rialzato. Forse sono solo un buon incassatore.

    • Lo so, la faccio facile io, ma è quello che per un anno ho tentato di spiegare al mio ex. Nessun bambino e una coppia di fatto ma, finché ha voluto a tutti i costi uscire con i miei amici non ha mai capito che era davvero finita.
      Fa male, malissimo anche per chi non ama più, ma credimi è l’unica soluzione al dolore.
      Un abbraccio

      • Lo so… a parole è sempre facile. Ancora fino a marzo conviveremo insieme… quando poi ognuno sarà a casa sua sarà probabilmente tutto più facile. Così è difficile staccarsi.

      • Esatto. Dopo un anno senza riuscire a vendere casa e lui che da sua madre non vuole andare è stata durissima. Ora finalmente vediamo la luce.
        Ma se ne esce, si ricomincia. Si rinasce.

    • I mobili sono i mobili della casa in cui vivranno i miei bimbi e ci tengo come padre che siano la scelta migliore.
      L’idea su cosa fare c’è… è ben presente nella mia mente e non voglio tornare indietro (e questo l’ho detto anche a lei)… però fino a che vivremo insieme (fino a marzo) e fino al momento in cui non sarà a casa sua è difficile mettere tutto in pratica. Credo che fra un po’ sarà tutto più semplice.

  1. Ciao Davideman , penso che la separazione a tempo d’oggi è roba da ricchi , perché quando mi sono separata ho speso una barca di soldi in avvocati , e Ctu .Poi non ne parliamo delle spese che raddoppiano (luce, acqua ,gas, condominio, mutuo ,canone rai tasi, tari , imu e ecc.) perché in seguito ognuno vive per conto proprio .I figli diventano un po come “pachi postali” muniti di zaino con i vestiti per gli week end alterni .Loro devono abituarsi all’idea di avere due case anziché una come i loro coetanei .Per loro che la separazione non lo hanno mai voluto , ma subito per mille motivi forse per l’immaturità dei genitori sarà un ferita che portano sempre dietro .Qualsiasi bambino vorrebbe vedere i propri genitori uniti e felici , e poi siamo stati anche noi bambini .Solo chi ha affrontato una separazione con prole può capire il dolore che si prova .Un abbraccio fraterno 🙂

  2. In un pomeriggio qualsiasi mi imbatto nel tuo blog, e scorro e leggo a uno a uno i tuoi post, emozioni contrastanti, risalgono in superfice ricordi, che cosa starana l’empatia. Che indelicatezza frugare nel tuo dolore, ma consapevole che l’hai condiviso perchè in qualche maniera aiuta.
    Vien voglia di dirti tante cose, ma non è necessario.
    un abbraccio.

    • Non è la prima volta che qualcuno si ritrova in quello che scrivo… è capitato – e continua a capitare – tante volte anche a me.
      E’ un po’ come ritrovarsi a fare gli stessi viaggi: gli stessi percorsi… quasi obbligati. Trovarsi a viaggiare per le stesse strade. Percorrere gli stessi passi. Vedere gli stessi luoghi percependo – quasi – le stesse emozioni.
      Non so come dirlo… ma credo sia normalmente eccezionale 🙂

      Grazie a te per essere passata.

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