La sconfitta (fine?)

E poi arriva il giorno in cui accetti la sconfitta.

Capisci che non c’è più nulla per cui combattere perché ormai è una guerra finita e persa tempo fa. Nessuno ha vinto… si esce sconfitti, annientati entrambi da tutte le parti.

Smetti di credere ai miracoli e alla storia che si possono sempre sistemare le cose. Soprattutto non puoi più sistemare, insieme, quello che pensavi si potesse ancora riparare e che qualcuno ha già buttato da tempo… soprattutto quando qualcuno ha deciso che non sarà più insieme.

Basta. Ora è importante prendersi cura dei feriti innocenti e cercare nuovamente la pace. Davvero.

L’ultimo inutile sfogo di delusione che non servirà a nulla e che andrà nuovamente a finire contro un muro di gomma.
L’ultimo inutile sfogo con l’unico vincitore. L’unico che è fuggito via, è quello che ha vinto tutto. L’unico che è fuggito via, è quello che non ha perso nulla e non ha avuto nessun problema.

Servirebbe la vendetta?
Avrei qualcosa in cambio?
Mi sentirei meglio?
Starebbero meglio Samu e Chris?
Si sistemerebbe qualcosa?
Fine?

La tristezza è pensare che a tutte queste domande ci sia solo una a cui rispondere sì.


Da: Davide
A: Alessandro
Data: 28 gennaio 2016 ore 9.36

Ciao Alessandro,

evidentemente ti ho mentito… quella qui sotto non è stata l’ultima mia mail. Mi sembrava però doveroso aggiornarti su tutto quello successo in quest’ultimo periodo.

Dopo quel famoso messaggio, sono saltate fuori le foto inviate da Donatella… le mail e altro ancora. Semplicemente solo altro schifo al quadro già abbastanza preciso del tutto.

È stato per me e Donatella un pessimo Natale. Spero sia stato altrettanto per te. Sono solo contento (anche se “contento” in questo periodo è una parola un po’ fuori luogo) che almeno i bimbi abbiano vissuto, per l’ultima volta, una parvenza di normalità familiare. Dal prossimo Natale sarà tutto diverso… e questo anche grazie a te.

Capodanno sai un po’ come è andata. Dopo le minacce del veglione, il primo dell’anno è andata via di casa per tornare tra le urla e la rabbia solo dopo diverse ore. Insomma il 2016 è iniziato nello stesso modo in cui è finto (male) il 2015.

Il 13 gennaio siamo andati dall’avvocato del consultorio ed il 15 Donatella ha consegnato il modulo per la separazione in tribunale. Fra qualche giorno dovremo andare davanti al giudice per la sentenza definitiva di separazione. Fatto questo, tutto quello che si siamo detti e promessi il 12 settembre del 2009 finirà definitivamente nel cesso. Probabilmente qualcuno aveva fatto finire tutto nel cesso già quest’estate, ora semplicemente ci sarà il riconoscimento di tutto questo anche davanti alla legge.

Ieri Donatella ha firmato il contratto di affitto per la sua nuova casa. La stessa casa in cui vivrà con i bimbi il giovedì, il venerdì, il sabato e, a rotazione, le domeniche. Per poter fare questo ha dovuto anche chiedere aiuto (e non immagini con quale stato d’animo e quanta vergogna) a suo papà (“simpaticamente Giuseppe”… ricordi). Ti ha mai raccontato del rapporto con suo papà? Sai cosa significa questo? Io sì… davvero vorrei lo capissi anche tu.

Il 1° febbraio Donatella abbandonerà definitivamente il part-time (ha già firmato la lettera lunedì scorso). Non so se te ne ha mai parlato, ma per quel part-time abbiamo combattuto davvero tanto. Abbiamo dovuto coinvolgere Matteo, i sindacati e litigare non so con quante persone per ottenerlo. Pensa che Donatella ha dovuto accettare l’ennesimo spostamento demansionante per ottenerlo e ora, semplicemente per poter andare avanti senza nessuno, ha dovuto rinunciarvi (quando avrebbe potuto continuare ad averlo per legge fino ai 3 anni di Chris).

Insomma la nostra famiglia si è ora definitivamente distrutta. Anzi… la nostra famiglia non c’è più. Naturalmente anche tu non ci sei più in tutto questo. Non hai avuto né il coraggio di affrontarmi né quello di stare vicino a Donatella. Paradossalmente sto aiutando io Donatella per tutto… lo sto facendo anche perché, visto che è da sola, sto cercando di provvedere almeno alla casa in cui vivranno i miei bimbi.
Anche per questo il mio odio è rimasto immutato nei tuoi confronti e, per tutti i problemi che dovranno affrontare i miei figli ed io ogni giorno, crescerà.
Lo so benissimo che la colpa non è solo tua, ma visto che sei fuggito via ci tenevo ad informarti. Purtroppo con la fuga non si risolve molto, ma almeno questo spero tu lo sappia.
Volevo solo ricordarti, ancora una volta, di stare tranquillo perché non ho intenzione di farti nulla e (come ti ho già detto) non per te, ma solo per l’amore e il rispetto infinito ed incondizionato verso i miei bimbi. Se non ci fossero stati loro probabilmente non ti sarebbe accaduto ugualmente nulla perché avrei accettato comunque la fine di un rapporto tra due persone adulte (in cui una ha nascosto sai bene cosa). Non sopporto però che abbiate coinvolto due bimbi così piccoli ed innocenti (quando la vostra meravigliosa storia è cominciata, Christian non aveva nemmeno compiuto un anno) e ce l’ho con te perché ti conosco e perché anche tu sapevi chi ero. Ce l’ho con te perché hai 46 anni e pensavo fossi più maturo e soprattutto più responsabile. Fino ad ora, per tutto quello che hai fatto e dimostrato, non mi è sembrato tu abbia avuto un comportamento maturo e responsabile. Pensavo fossi più responsabile almeno ora, ma mi sono ancora sbagliato… ancora una volta.

Non ti scrivo questo perché spero che tu dica a Donatella che ci tengo ancora a lei… Donatella rimarrà sempre e comunque la mamma dei miei bimbi (e di questo le sarò grato tutta la vita), ma non ho più intenzione di tornare indietro su niente anche perché quello che c’era prima si è ora definitivamente distrutto (anche grazie a te). Io mi assumerò le mie responsabilità di padre anche perché (e vorrei ricordartelo ancora una volta) dalle proprie responsabilità non si scappa… mai… e quello che sto affrontando io e Donatella vorrei che sapessi che è anche responsabilità tua.

Ti odio “indefinitamente”,
Davide

 

 

P.S.: in tutto questo mi ero dimenticato di dirti la cosa più importante… sabato scorso abbiamo detto a Samuele della separazione.

Gli abbiamo detto che vivrà in due case separate.
Gli abbiamo detto che vivrà un po’ con la mamma e un po’ con il papà, ma noi continueremo a volergli bene uguale.
Gli abbiamo spiegato che mamma e papà hanno avuto un po’ di problemi (uno dei quali porta il tuo nome) e si separano per non litigare più.
Ecco per me (e probabilmente anche per Donatella) è stata solo l’ennesima giornata terribile da affrontare in questo periodo di merda.

So che probabilmente non risponderai nemmeno questa volta (d’altra parte cosa dovresti dire?), ma volevo che sapessi tutto questo.

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14 pensieri su “La sconfitta (fine?)

  1. Ciao Davideman , questo post mi ha fatto venire la pelle d’oca … Non ci sono vincitori quando una coppia si separa .Penso che scrivere mail a chi è responsabile della rottura di coppia non serve a niente .L’indifferenza è la migliore strategia da usare in questi casi , anche se non è facile .A distanza di anni quando rileggerai questa mail sono certa che ti metterai a ridere di te 😉 Te lo dico per esperienza perché purtroppo tutte le separazioni si somigliano quando di mezzo ci sono le corna .Un abbraccio fraterno e di stima 🙂 Viola

    • Sono le classiche cose che si fanno quando si ha tanto cuore e poca testa Viola… con il senno di poi siamo tutti bravi… ma chi è impetuoso per natura non ci pensa molto a fare le cose.
      Comunque grazie (anche per l’abbraccio)

  2. Stai dimostrando di essere una bella persona, un combattente che sa accettare il momento della resa, quando è necessario, per il bene dei tuoi bambini. Ti definisci un buon incassatore, io penso tu sia molto di più. Un abbraccio sincero

  3. ecco beh… sempre in punta di piedi…
    diciamo che non esiste sconfitta o vittoria…
    esiste il prendere atto e il non fare ripicche… di quello i bambini ne soffrirebbero. e tu stai dimostrando maturità…
    anche la mail scritta… beh…

    • Boh… forse è stato solo un inutile sfogo per cercare di chiudere in qualche modo questa brutta storia. Alla fine sono tutte cose che non servono a niente se non a liberarsi un poco (forse davvero poco poco) l’anima

  4. Pingback: Ripartire (poca grammatica… molta confusione… tanto, troppo cuore) | Davide

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