Sarebbe bello (vivere in una favola)

Corto Maltese

– “Corto, cosa fai qui fuori?”
– “Sto pensando che dovrei decidermi a partire. Venezia mi impigrisce.”
– “Venezia è fatta per questo. Vuoi un bicchierino di rosolio?”
– “Rosolio? Credevo non si bevesse più. Ma dimmi, Bocca Dorata, da quando vivi a Venezia?”
– “Venni nel 1300 con il cabalista Mancello Giudeo. Eravamo amici di Dante, ma basta aprire quella porta sul fondo per andartene o ritornare nel tempo, come in una favola.”

– “Sarebbe bello vivere in una favola.”
– “Ma tu vivi continuamente nelle favole, non te ne accorgi più? Quando un adulto entra nel mondo delle fiabe non riesce più ad uscirne. Non lo sapevi?”

Hugo Pratt – “Corte sconta detta arcana”

Keep calm and carry on (comunque andare avanti)

Alejandro Jodorowsky

L’unico modo per andare avanti
è di estrarre la voce dalla parola,
estrarre l’atto dall’intenzione,
l’amore dal possesso
e il desiderio dal suo oggetto immaginario,
perforare il tunnel della mente
perdere una e mille pelli,
distruggere il superfluo in una festa di fiamme,
lasciare che si consumino i volti parassiti,
non essere né questo né l’altro,
riunire i due poli in un solo cerchio,
cercare lo sguardo che si cela dietro lo sguardo
di occhio in occhio ascendere fino all’ultima coscienza
dove tutto ciò che è artificiale, innestato, tatuato, ricopiato
se lo porta via il vento
in una nuvola di petali.

Alejandro Jodorowsky

A volte ci sono dei giorni così (per fortuna)

All smiles
(I know what it takes to fool this town)
I’ll do it till the sun goes down and all through the night time
Ohh yeah, ohh yeah
I’ll tell you what you wanna hear
Leave my sunglasses on while I shed a tear
It’s never the right time (yeah, yeah…)

I put my armor on
Show you how strong how I am
I put my armor on
I’ll show you that I am

I’m unstoppable
I’m a Porsche with no brakes
I’m invincible
Yeah, I win every single game
I’m so powerful
I don’t need batteries to play
I’m so confident, yeah (I’m unstoppable today)
Unstoppable today, unstoppable today
Unstoppable today (I’m unstoppable today)

Break down, only alone I will cry out now
You’ll never see what’s hiding out
Hiding out deep down, yeah, yeah
I know, I’ve heard that to let your feelings show
Is the only way to make friendships grow
But I’m too afraid now, yeah, yeah

I put my armor on, show you how strong how I am
I put my armor on, I’ll show you that I am

I’m unstoppable
I’m a Porsche with no brakes
I’m invincible
Yeah, I win every single game
I’m so powerful
I don’t need batteries to play
I’m so confident, yeah, I’m unstoppable today
Unstoppable today, unstoppable today
Unstoppable today (I’m unstoppable today)
Unstoppable today, unstoppable today
Unstoppable today (I’m unstoppable today)

I put my armor on, show you how strong how I am
I put my armor on, I’ll show you that I am

I’m unstoppable
I’m a Porsche with no brakes
I’m invincible
Yeah, I win every single game
I’m so powerful
I don’t need batteries to play
I’m so confident, yeah, I’m unstoppable today
Unstoppable today, unstoppable today
Unstoppable today, I’m unstoppable today
Unstoppable today, unstoppable today
Unstoppable today, I’m unstoppable today

Sia – “Unstoppable”

Il valore della sconfitta

Pier Paolo Pasolini

Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo.

In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare… a questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. È un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco.

Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù.

Pier Paolo Pasolini, 28 ottobre 1961

Solo un’inutile dedica (rubata)

Non voglio sapere che ne fai della tua vita
Dimmi invece se qualcosa ancora ti fa venire i brividi

Non voglio sapere il tuo segno zodiacale
Dimmi se hai parlato mai faccia a faccia col dolore

Non voglio sapere se ci credi o no all’amore
Dimmi invece se hai ballato nuda con la tua incoscienza

Non voglio sapere se la tua è una storia vera
Dimmi invece la tua guerra col coraggio e la paura

Dimmi se vedi bellezza quando apri o chiudi gli occhi se sai riconoscerla
Dimmi se senti furore se sai essere alba e sole se sei pronta ad incendiare il cielo

Dimmi se cerchi bellezza anche quando tutto sembra… sembra soffocarti l’anima

Non voglio sapere quale vento ti ha portato
Dimmi invece quanta voglia ancora hai di ridere

Non voglio sapere le vittorie e le sconfitte
Dimmi se hai la leggerezza di accettarti come sei

Non voglio sapere quante volte hai chiesto aiuto
Dimmi cosa hai fatto fino a qui per meritarti il mondo

Non voglio sapere il tuo nome o il tuo indirizzo
Dimmi invece se hai viaggiato fino a spingerti oltre i limiti

Dimmi se vedi bellezza quando apri o chiudi gli occhi se sai riconoscerla
Dimmi se senti furore se sai essere alba e sole se sei pronta ad incendiare il cielo
Dimmi se cerchi bellezza anche quando tutto sembra… sembra soffocarti… dimmi

Dimmi se vedi bellezza quando apri o chiudi gli occhi se sai riconoscerla
Dimmi se cerchi bellezza anche quando tutto sembra… sembra soffocarti l’anima

Sulutumana – “Dimmi”

Vorrei scrivere leggero (planando sulle cose dall’alto)

Vorrei scrivere qualcosa di leggero, qualcosa che, una volta letto, si dissolva nell’aria, parola per parola, riga dopo riga. E ciò che resta è niente di più che una sensazione, sul foglio di nuovo bianco. Qualcosa che ti fa star bene, anche se non ricordi le parole. Perché le parole passano, passano come passano i volti, e i nomi, e le circostanze, o come passa il tempo, perché il tempo passa sempre, passa sulle nostre vite, come passa una nuvola sospinta dal vento.

Vorrei scrivere qualcosa che abbia il profumo di un bambino. O la luce del nord. O la musica delle foglie. O il respiro del mare.

Vorrei scrivere di un sorriso, in questa mattina di aprile, ma non saprei da dove incominciare, perché noi non siamo fatti di parole, e allora non ci rimane che chiudere gli occhi, e metterci a pensare, ognuno per conto proprio, a quella volta che il tempo si fermò, su quel sorriso, che sappiamo solo noi.

TRAINDOGS – “Noi non siamo fatti di parole”

Ritorni (12 anni fa)

19 aprile 2004.

Sono stato un po’ via, ma ora sono tornato. Questa volta davvero.

A Pasqua purtroppo non sono arrivate le risposte che cercavo e così, in un momento qualsiasi di un giorno qualsiasi, stanco di aspettare cose che non arrivavano mai sono partito per cercarle insieme ad altre cose che credevo di aver perso.
2.420 km in 3 giorni in giro per l’Italia per cercare un po’ di risposte, senso e il me stesso che avevo perso.
2.420 km in 3 giorni in giro per l’Italia per capire un po’ di cose e cercare di salvare due persone e, come Matt Murdock, alla fine rinascere.

A differenza di Matt sono tornato da solo, ma ho scoperto che c’è ancora tanta, forse troppa, passione che guida tutte le mie scelte… e di questo devo dire che non me ne pento affatto.
Il viaggio è stato lungo, ma mi ha fatto scoprire un po’ di cose.
Ho scoperto che quando dai tutto te stesso, comunque vadano le cose, non hai molto da rimproverarti.
Ho scoperto che quando ci metti tutto il cuore e tutti i sentimenti in qualcosa non si finisce mai totalmente sconfitti.
Ho scoperto che certe persone mi sono molto più amiche e molto più vicine di quanto pensassi.
Ho scoperto che il cuore e i nervi a volte riescono a sorreggere qualsiasi cosa.
Ho scoperto quanto bene voglio ai miei e dopo tanto tempo, tra qualche lacrima prima della partenza, sono riuscito a dirgli un “ti voglio bene” vero come non mai.
Ho scoperto che sono capace di mantenere la calma e la fiducia anche in circostanze davvero difficili.
Ho scoperto che sono capace di buttare via tutto e ricominciare ancora tutto daccapo.
Ho scoperto che sono in grado di amare completamente e totalmente.

Purtroppo non sono riuscito a fare tutto quello che speravo. Purtroppo alla fine ho salvato solo me stesso anche se ho fatto davvero di tutto per provarci… perché nei fumetti non capita mai che qualcuno si rifiuti di farsi salvare?

Ora dopo aver buttato alle ortiche un po’ di cose per provare a sistemare qualcosa che credevo (e forse per certi aspetti credo ancora) importante devo recuperare i pezzi di una vita. Ancora colla e pazienza per rincollare tutto, ma alla fine andrà tutto a posto. Come al solito.

Per oggi è tutto, il viaggio lo racconto nei prossimi giorni. Ora devo ripartire. Anzi partire no. Sono appena tornato e ho intenzione di restarci.

All my life I’ve been waiting
For you to bring a fairy tale my way
Been living in a fantasy without meaning
It’s not okay I don’t feel safe

Left broken empty in despair
Wanna breath can’t find air
Thought you were sent from up above
But you and me never had love
So much more I have to say
Help me find a way

And I wonder if you know
How it really feels
To be left outside alone
When it’s cold out here
Well maybe you should know
Just how it feels
To be left outside alone
To be left outside alone

Why do you play me like a game?
Always someone else to blame
Careless, helpless little man
Someday you might understand
There’s not much more to say
But I hope you find a way

Still I wonder if you know
How it really feels
To be left outside alone
When it’s cold out here
Well maybe you should know
Just how it feels
To be left outside alone
To be left outside alone

Anastacia – “Left outside alone”

Tentativi (di tutta una vita)

Tutti noi abbiamo avuto venti contrari, e aria fredda che tagliava la pelle del viso. Tutti noi siamo caduti in salita, e non è vero che non fa male perché vai più piano. Tutti noi abbiamo cercato senza trovare, perché non sapevamo né cosa, né come.

Tutti noi siamo andati via per non rimanere, e siamo rimasti per non andarcene. Tutti noi abbiamo ricominciato, almeno una volta, e ogni volta era tutto daccapo. Tutti noi siamo stati in silenzio, e poi ci siamo chiesti perché siamo stati in silenzio. Tutti noi abbiamo camminato nel vuoto, e abbiamo avuto paura di lasciarci andare. Tutti noi siamo cambiati senza volerlo, e abbiamo voluto cambiare senza riuscirci. Tutti noi abbiamo pensato che non c’era più niente da fare, e invece non era vero.

Tutti noi siamo vissuti così come vivono tutti. E come tutti hanno sempre vissuto. Per tentativi.

TRAINDOGS – “Per tentativi”