La storia è come la peperonata

Che cosa diventano e che m’importano l’umanità, la beneficenza, la modestia, la temperanza, la mitezza, la saggezza, la pietà, quando una mezza libbra di piombo tirata a 600 passi mi fracassa il corpo, e io muoio a vent’anni fra tormenti indicibili, in mezzo a cinque o seimila moribondi, mentre i miei occhi, aprendosi per l’ultima volta, vedono la città dove sono nato, distrutta dal ferro e dal fuoco, e gli ultimi suoni che odono le orecchie sono le grida delle donne e dei bambini che spirano sotto le rovine: e tutto per pretesi interessi di un uomo che non conosciamo?
[…]
Filosofi moralisti, bruciate i vostri libri! Finché il capriccio di pochi uomini farà legalmente sgozzare migliaia di nostri fratelli, la parte del genere umano che si consacra all’eroismo sarà quanto c’è di più infame nell’intera natura.

Voltaire (1694-1778)

La buonafede non esiste

Siamo tutti in buonafede, questo è l’inganno dei rapporti umani. Anche una vittima, se si calasse nei panni del suo assassino, troverebbe giustificazioni al proprio omicidio. Siamo tutti vittime, aggressori e no, traditori e traditi, tutti in buonafede. Ciascuno con la propria versione, i parenti compatti, le alleanze di comodo, gli amici agguerriti, i pettegolezzi che si gonfiano come piccioni di piazza San Marco, e volano di caffè in caffè, da quartiere in quartiere, da un anno all’altro. Mai come oggi il mondo intero si ritiene in buonafede: siamo tutti contro la guerra, contro la fame, contro l’ingiustizia e il totalitarismo, anche i dittatori.

Tutti in diritto e con licenza d’uccidere. La malafede non esiste. Ciascuno è vittima. Un mondo d’innocenti pretende di essere risarcito.

Diego Cugia – “L’incosciente”