Impronte nel tempo

La neve caduta lunedì ormai si sta sciogliendo. Anche le impronte lasciate sulla neve immacolata di lunedì notte non ci sono più.
Molte cose con il tempo spariscono. Sia le belle che, per fortuna, le brutte.

Sai cos’è bello, qui? Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani, ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un’orma, un segno qualsiasi, niente.
Il mare cancella, di notte. La marea nasconde. È come se non fosse mai passato nessuno. È come se noi non fossimo mai esistiti.
Se c’è un luogo, al mondo, in cui puoi non pensare a nulla, quel luogo è qui. Non è più terra, non è ancora mare. Non è vita falsa, non è vita vera. È tempo. Tempo che passa. E basta.

Alessandro Baricco – “Oceano mare”

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Sacrifici e strade

Comunque certe cose io mi sforzo di capirle.

Uno con la schiena bloccata che si riempie di farmaci per venire, gobbo, al lavoro. Uno con l’influenza, la febbre e i giorni di malattia prescritti dal medico, che viene comunque al lavoro. Uno che il giorno del proprio compleanno salta la cena con la moglie e lavora fino alle 22. Una che viene picchiata dal ragazzo e al posto di denunciarlo, o almeno permettermi di rompergli la faccia, continua a morirgli dietro, mentre lui continua imperterrito a fregarsene e fargliene d’ogni.

Martiri?

In alcune cose, in qualche modo, ci sono passato anch’io.
Anch’io mi sono sacrificato e ho messo da parte l’orgoglio per amore, o almeno per quello che ritenevo tale, e sono riuscito a farmi del male.
Anch’io ho avuto ideali sul lavoro, ci ho combattuto e ho raccolto, forse, troppo poco.
Anch’io ho sacrificato molte cose, poi forse ho aperto gli occhi… o forse chiusi. Forse, come nel film “Willy signori e vengo da lontano”, ho imparato a dire “non è un problema mio” quando ho visto che dei miei problemi, alla fine, non interessava niente a nessuno. Forse in molte cose ho perso la passione di un tempo. Forse l’ho solo spostata e focalizzata su altre cose.

Ho lasciato andare le cose che nel tempo, breve o lungo, non mi hanno dato quello che cercavo. Nonostante sia ben lontano dal non avere più ostacoli, sono un po’ più pratico e materiale. Ho preso un’altra strada. Non so se è giusta o sbagliata ma volevo dirlo a tutte le persone che mi sono vicine e a cui voglio bene.

E volevo dire ad una persona anche questo:

Lascia andare tutto ciò che non ti appartiene e che sai che non ti apparterrà mai. Lascia perdere tutto quello che ti porta lontano dai tuoi desideri.
Lascia andare – soprattutto – il dolore.
Ma non farlo se non ne senti il bisogno, o se non ti senti davvero di farlo. Se lo vuoi fare, non farlo – soprattutto – per me, o perché te l’ho detto io. Se hai un minimo dubbio però provaci con tutta la forza che hai.

Non prendere ciò che ti dico come un consiglio… io non sono un cacchio di nessuno per darti consigli. Ho fatto talmente tanti errori che se ne avessi voglia potrei riempirci un libro. Forse per questo ci tengo che certi errori non li faccia anche tu. Se invece ti va di farli, almeno prova ad andarci fino in fondo. Io negli errori ci sono andato a fondo… e sono andato – davvero – a fondo. Ci ho messo tanto, ma alla fine – per fortuna – sono riuscito a risalire.

Se puoi, scegli bene i tuoi avversari e le tue guerre. Soprattutto, se puoi, scegli di non combattere.

Alla fine fai un po’ come ti pare. L’importante è che tu abbia ascoltato ciò che avevo da dirti… e che ti voglio bene… soprattutto se non mi prendi tanto sul serio.

Il dolore

Non abituarti, perché è assai facile vivere con il dolore, è una droga potente, presente nel nostro quotidiano, nella sofferenza nascosta, nelle rinunce che facciamo, quando diamo la colpa all’amore per la sconfitta dei nostri sogni.

Il dolore spaventa allorché mostra la sua vera faccia, ma è seducente quando si ammanta di sacrificio, di rinuncia. O di vigliaccheria. L’essere umano, per quanto lo rigetti, trova sempre una maniera per stare in sua compagnia, per corteggiarlo, per fare in modo che sia parte della propria vita. Se riuscirai a capire che è possibile vivere senza sofferenza, sarà già un grande passo.

Ma non credere che altri ti comprenderanno. Nessuno desidera soffrire, eppure quasi tutti ricercano il dolore e il sacrificio, e allora si sentono giustificati, puri e meritevoli del rispetto dei figli, dei mariti, delle mogli, del prossimo, di Dio. Ma adesso non pensiamoci: sappi soltanto che non è la ricerca del piacere a far muovere il mondo, ma la rinuncia a tutto ciò che si reputa importante. Il soldato va forse in guerra per ammazzare il nemico? No, va a morire per la patria. Alla moglie piace mostrare al marito quanto sia contenta? No, vuole che veda quanto gli è devota, quanto soffre perché lui sia felice. Il marito si reca al lavoro pensando di arrivare alla propria realizzazione personale? No, versa il sudore e le lacrime per il bene della famiglia. E via così: figli che rinunciano ai propri sogni per accontentare i genitori, genitori che sacrificano la loro vita per soddisfare i figli, dolore e sofferenza che giustificano ciò che dovrebbe arrecare solo gioia: l’amore.

Paulo Coelho – “Undici Minuti”