Solamente questo

Solo mani

Non importa che non ti abbia, non importa che non ti veda.
Prima ti abbracciavo, prima ti guardavo, ti cercavo tutta, ti desideravo intera. Oggi non chiedo più né alle mani, né agli occhi le ultime prove.
Di starmi accanto ti chiedevo prima, sì, vicino a me, sì, però lì fuori. E mi accontentavo di sentire che le tue mani mi davano le tue mani, che ai miei occhi assicuravano presenza.

Quello che ti chiedo adesso è di più, molto di più, che bacio o sguardo: è che tu stia più vicina a me, dentro.

Come il vento è invisibile, pur dando la sua vita alla candela. Come la luce è quieta, fissa, immobile, fungendo da centro che non vacilla mai al tremulo corpo di fiamma che trema. Com’è la stella, presente e sicura, senza voce e senza tatto, nel cuore aperto, sereno, del lago.

Quello che ti chiedo è solo che tu sia anima della mia anima, sangue del mio sangue dentro le vene.

Che tu stia in me come il cuore mio che mai vedrò, toccherò e i cui battiti non si stancano mai di darmi la mia vita fino a quando morirò.
Come lo scheletro, il segreto profondo del mio essere, che solo mi vedrà la terra, però che in vita è quello che si incarica di sostenere il mio peso, di carne e di sogno, di gioia e di dolore, misteriosamente, senza che ci siano occhi che mai lo vedano.
Quello che ti chiedo è che la corporea passeggera assenza, non sia per noi dimenticanza, né fuga, né mancanza: ma che sia per me possessione totale dell’anima lontana… eterna presenza.

Pedro Solinas – “Eterna presenza”

Sapere di non sapere (è importante)

Vorrei ritornare alla mia giovinezza e appollaiarmi di nuovo sul ramo di un albero insieme al mio amico poeta, e come quella volta indimenticabile vorrei dedurre dal molto che non so quel poco di prezioso che so:

Non so dove vado, ma so con chi vado.
Non so dove sono, ma so che sono in me.
Non so che cosa sia Dio, ma Dio sa che cosa sono.
Non so che cosa sia il mondo, ma so che è mio.
Non so quanto valgo, ma so non fare paragoni.
Non so che cosa sia l’amore, ma so che godo della sua presenza.
Non posso evitare i colpi, ma so come sopportarli.
Non posso negare la violenza, ma posso negare la crudeltà.

Non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare me stesso.
Non so che cosa faccio, ma so che sono fatto da ciò che faccio.

Non so chi sono, ma so che non sono colui che non sa.

Alejandro Jodorowsky – “La danza della realtà”

Il significato di tutto

Ma qual è il significato di tutto? Niente, zero, nulla.

Tutto finisce in niente. Anche se non mancano gli idioti farfuglianti. Non parlo di me, io una visione ce l’ho. Sto parlando di voi, dei vostri amici, dei vostri colleghi, dei vostri giornali, della tv. Tutti molto felici di fare chiacchiere, completamente disinformati.

Morale, scienza, religione, politica, sport, amore, i vostri investimenti, i vostri figli, la salute… Cazzo, se devo mangiare nove porzioni di frutta e verdura al giorno per vivere non voglio vivere! Io detesto la frutta e la verdura. E i vostri Omega 3, e il tapis roulant, e l’elettrocardiogramma, e la mammografia, e la risonanza pelvica, e… ommioddio, la colonscopia! E con tutto ciò arriva sempre il giorno in cui vi ficcano in una scatola. E avanti con un’altra generazione di idioti, i quali vi diranno tutto sulla vita, e decideranno per voi quello che è appropriato.

Mio padre si è suicidato perché i giornali del mattino lo deprimevano. E lo potete biasimare? Con l’orrore, e la corruzione, e l’ignoranza, e la povertà, e i genocidi, e l’Aids, e il riscaldamento globale, e il terrorismo, e quegli idioti dei valori della famiglia, e quei maniaci della armi! L’orrore, dice Kurtz alla fine di Cuore di tenebra. L’orrore. E, beato lui, non distribuivano il Times nella giungla. Sennò l’avrebbe visto l’orrore. Ma che si può fare? Leggete di qualche massacro nel Darfur, o di uno scuolabus fatto esplodere, e attaccate: “Oh mio Dio, l’orrore”. E poi girate pagina e finite le vostre uova di galline ruspanti. Perché tanto che si può fare? Si è sopraffatti.

Anch’io ho tentato di suicidarmi. Ovviamente non ha funzionato. Ma perché mai volete sentire queste cose? Cristo, avete già i vostri di problemi.

Sono sicuro che siete ossessionati da un gran numero di tristi speranze e sogni. Dalle vostre prevedibilmente insoddisfacenti vite amorose. Dai vostri falliti affari. Ah, se solo avessi comprato quelle azioni. Se solo avessi comprato quella casa anni fa. Se solo ci avessi provato con quella donna… Se questo, se quello… Sapete una cosa? Risparmiatemi i vostri “avrei potuto” o “avrei dovuto”.

Come mia madre diceva sempre: se mia nonna avesse le ruote sarebbe una carrozza. Mia madre le ruote non le aveva: aveva le vene varicose. Eppure la signora ha partorito una mente brillante: mi hanno preso in considerazione per il Nobel per la fisica. Non l’ho ottenuto, però si sa: è tutta politica, come ogni altra finta onorificenza. Detto tra noi? Non crediate che io sia amareggiato per qualche batosta personale. Per gli standard di una insensata e barbarica civiltà sono stato piuttosto fortunato.

Woody Allen – “Basta che funzioni”

La schiavitù della libertà

L’uomo è libero ma non lo è se non crede di esserlo,
perché più attribuisce forza al destino
più si priva di quella forza che Dio gli ha dato
quando gli ha fatto dono della ragione.

La ragione è una componente essenziale della divinità del creatore,
se noi ce ne serviamo per essere umili e giusti
non possiamo che piacere a colui che ce ne ha fatto dono.
Dio, non cessa di essere Dio, che per coloro che osano pensare che non esista,
e questa è una ben dura punizione.
Per quanto libero però,
l’uomo non deve credersi padrone di fare quello che vuole, anzi,
quando si lascia andare ad agire dietro l’impulso di una passione,
si riduce al livello di uno schiavo.
Saggio invece è colui che ha la forza di frenare le proprie azioni,
fino a quando non si è calmato.
Ma pochi sanno comportarsi così.

Giacomo Casanova – “Dalla storia della mia vita le memorie del seduttore, dell’amante, dell’esteta”

Decisioni (comunque importanti)

Quando vi guarderete indietro
ci saranno delle cose che rimpiangerete.
Avete preso la decisione sbagliata.
Sbagliato!
Avete preso la decisione giusta.
La vita è fatta di decisioni.

Devo prendere un’auto pratica o un’auto veloce?
Vado al college o mi cerco un lavoro?
Ordino vino, birra o acqua?

Qualunque decisione prendiate,
quella è l’unica che avreste potuto prendere.
Altrimenti ne avreste presa un’altra.
In tutto quello che facciamo scegliamo.
E allora cosa c’è da rimpiangere?
Siete la persona che scegliete di essere.

Paul Arden – “Qualunque cosa pensi, pensa il contrario”