Grazie

Grazie

Con il senno di poi, grazie a tutti quelli che se ne sono andati.

Grazie a quelli che “non ti merito”. Grazie a quelli che non hanno dato spiegazioni e in religioso silenzio sono scomparsi. Grazie a chi ha voluto anche ferirmi, prima di lasciare la scena. Grazie a chi mi ha abbracciato piangendo, ma comunque non è stato in grado di restare. Grazie a chi non è riuscito ad amarmi perché, l’ho scoperto dopo, non riusciva ad amare in generale. Grazie a chi mi ha detto “ti voglio bene” e poi chi s’è visto s’è visto.
Grazie.

Grazie perché lì per lì mi sembrava che dietro di voi aveste lasciato un vuoto incolmabile. Invece, con il passare del tempo, mi sono resa conto che quello che mi rimaneva era semplicemente un sacco di spazio libero. Un bel campo in cui coltivare tante piante. Un quaderno nuovo. Non una voragine, ma infinite possibilità. Grazie. Anche per le lacrime, perché piangendo ho annaffiato i miei fiori.

Grazie per avermi lasciata libera di amare e di essere amata davvero e fino in fondo.

Susanna Casciani

Dammi la mano

Dammi la mano

Mi piace tanto questa cosa che i bambini sembrano fatti proprio per darti la mano. Se tu la apri ci accoccolano dentro la loro senza che tu dica niente. E con che soddisfazione. Sono fieri di darti la mano. O di darsela a vicenda. Mettetevi in fila per due, diciamo, loro si cercano e miracolosamente si trovano anche. A volte, però, sono dispari e uno rimane fuori. Allora viene da te e con gli occhi più grandi e lucidi del repertorio ti dice “ma io sono solo!” e ti senti sollevata perché tu quel problema lì lo sai risolvere alla grande: “non sei solo, sei con me!”. Gli porgi la mano e lui fa lo stesso con te. È una promessa, è tipo

“per ora posso aiutarti e allora stringi pure forte, un giorno sarai solo per davvero e ti dovrai ricordare della mia stretta, di questo calore, del sudorino che nasce quando due mani si uniscono e sono felici di farlo”.

Intanto tutti gli altri si lamentano “ma allora anche io volevo stare in fila con la maestra”, ma si sa: sono lamentele un po’ così.

Non siamo bravi a ringraziare chi ci sta accanto.

Susanna Casciani

L’amore che resta

Per ogni buonanotte che non hai ricevuto, per ogni bacio mancato, per ogni abbraccio che hai dato mettendoci in mezzo tutta te stessa mentre dall’altra parte c’erano solo due braccia deboli. Per ogni stella che hai guardato in silenzio da sola, per ogni volta in cui torni a casa esausta perché “anche oggi nessuno ha capito cosa ho da parte qui, all’altezza del cuore”, per ogni festa a cui non sei stata invitata. Per ogni carezza frettolosa, per ogni sguardo atteso e mai arrivato, per ogni telefonata mai ricevuta. Per ogni mattina di sole passata a pensare “che bello sarebbe esser presa per mano”. Per ogni notte in cui piove e ti svegli all’improvviso impaurita per via di un tuono e non c’è nessuno a tranquillizzarti. Per ogni promessa infranta, per tutta la fiducia tradita. Per gli arcobaleni che ti fanno ancora commuovere. Per ogni lacrima che hai versato e per quelle più cattive che ti sono rimaste dentro. Tieni duro. E con tieni duro intendo “non arrenderti”. Mantieniti romantica. Sdolcinata. Mantieniti ridicola, perché è così che appaiono agli occhi di chi non ama quelli che amano troppo.

Tu fregatene. Ama alla follia anche se non sei amata.

Non aver paura di ammettere che ti senti sola, ma nemmeno che stare da sola ti piace. Non aver paura di far girare tutto intorno al cuore. Ti sembra assurdo? Ti rende fragile? In realtà è un superpotere. Non ti spegnere solo perché qualcuno non ha visto la tua luce. Continua ad abbracciare appena puoi, ad inciampare perché non guardi mai per terra. Occhi rivolti verso il cielo, sempre. Che al limite cadi e ti rialzi in piedi. Non rinunciare. Per ogni bugia e per ogni ora passata a prepararti per qualcuno che poi aveva la testa altrove. Resta gentile.

Conserva il tuo amore. Ora pensi che sia la tua rovina, in realtà sarà la tua salvezza.

Susanna Casciani

Due occhi che mi scelgono continuamente

Come si fa a capire se è amore? Quando va tutto male, ma male male, e non si sopporta più l’altro, e lo vorremmo picchiare, lo vorremmo far sparire, lo vorremmo cambiare, lo vorremmo mandare via, via, più lontano possibile, però non lo facciamo.

Quando, per una volta, ce ne freghiamo di aver ragione e pensiamo alla nostra storia. Ci rimbocchiamo le maniche e cerchiamo di sistemare le cose.

Questo è amore: finire nello schifo insieme e uscirne insieme.

Nessuno è immune alle crisi, alla scarsa sopportazione, alla noia, ai dubbi, ai problemi. Nessuno. Solo alcuni ce la fanno. Amore è resistere, fino alla fine. È una sfida.

Susanna Casciani

L’amore dovrebbe essere un po’ così

Mi chiamo Giulio e ho nove anni,
la mia fidanzata si chiama Carlotta
la sua mamma non ha tanti soldi,
il suo babbo nemmeno,
così un giorno (cinquantadue giorni fa)
Carlotta è andata via.
“Vado in Australia”
“mia zia vive lì”
“andrò ad abitare un po’ con lei”
“tra tre mesi tornerò”
però stamattina ci hanno spiegato che no,
non tornerà.
L’Australia è così lontana,
così lontana che anche con il dito sulla cartina
per raggiungerla ci vuole un po’.
Solo che io avevo capito male,
o lei non si era spiegata bene.
Non è in Australia, Carlotta.
E’ in Austria, in Austria.
La maestra ci ha detto che in Austria
se si vuole
ci si arriva in macchina e io
tra undici anni
che non sono nemmeno troppi
andrò da lei
e le regalerò una penna blu per scrivermi
tutte le lettere che mi aveva promesso
e che ancora non ho ricevuto.
Inizieranno tutte così:
“Caro Giulio, il mio compagno di banco non prenderà mai il tuo posto”.
Tra undici anni, Carlotta,
aspettami.

Susanna Casciani