La mia panchina è ancora lì (dopo 13 anni)

Da: Davide
A: Alessandra
Data: 13 ottobre 2003 ore 10.11
Oggetto: Colla

Ho rincollato le fatine,
ancora qualcosa di rotto nella mia vita da sistemare.
Sembra siano a posto,
ma se guardi bene,
manca un pezzo di piede e si vedono i segni delle incollature…
fa niente…
la gente da lontano non ci fa caso
e mai nessuno viene così vicino da accorgersene…
e comunque non è importante.

Pezzi,
pezzi di una vita da ritrovare e rimettere a posto,
con un po’ di colla e tanta pazienza.
E poi la speranza di essere ogni volta meno goffo e non rompere più niente.
Ma se guardi bene i segni delle incollature si vedono
e i fili di colla sembrano lacrime che bizzarramente scendono da un braccio o da una gamba.

Non so cosa è successo tra noi,
non so se è stato giusto o sbagliato,
non so perché, né tanto meno ho voglia di chiedermelo…
rovinare ancora una volta tutto con pensieri, parole e domande…
ormai quello che è rotto è rotto
e anche ad incollarlo mancherebbero troppi pezzi
e secondo me le parole non sono mai servite per incollare nulla.

Anch’io ti voglio bene,
forse troppo per provare a rincollare tutto,
mi piacerebbe però che tu fossi felice,
così come un tempo ho desiderato lo fossi con me
ma…
ma… sono venuti fuori troppe domande e troppi perché e così,
come troppo spesso successo,
in modo goffo si è di nuovo rotto tutto.

L’altra mattina hai riso leggendo l’SMS di Marita sui cristalli,
l’ho fatto anch’io,
anche se ero perfettamente consapevole che aveva ragione.
Tutto rotto… ancora una volta.
Ma non c’è problema, ancora un’altra volta rincollerò tutto e
piano piano
troverò tutti i pezzi.

E in quella panchina,
che per quanto tu non ci possa credere è più importante del mio letto,
un giorno ci sarà qualcuno al mio fianco che saprà rincollare e trovare ogni volta i miei pezzi…
o almeno così voglio sperare.
Con te quella panchina l’ho divisa per 5 minuti,
o forse per quasi 5 anni,
ma ora è tristemente fredda e vuota.

Probabilmente in questo momento avrai gli occhi lucidi,
io almeno li ho ora,
questo è l’effetto che fa leggere e scrivere pensieri rotti,
guardare i pezzi rotti di qualcosa…
anche a me è dispiaciuto rompere le fatine.

Non provare a farti domande,
o cercare ancora per l’ennesima volta inutili perché,
prenditi il tuo tempo e incolla i tuoi pezzi,
uno alla volta,
uno dopo l’altro e vai subito per favore a sciacquarti quegli occhi,
non ho bisogno di saperti così e poi speravo non ti facessi più questo effetto

Ancora qui? Sapevo che anche questa volta non mi avresti ascoltato…
fa niente…
ancora una volta fa niente…
tanto sarò breve anche perché forse non ho mai saputo usare le parole.
Forse dipende dal fatto che mi hanno fatto troppe volte male
e forse le poche volte che le ho usate per non dire o scrivere cazzate ho fatto del male anch’io…
forse meglio continuare a dire o scrivere cazzate nascondendo tutto,
indossando la solita maschera in fondo ai miei amici piaccio per questo…
lo so che è ipocrita ma questo era giusto che te lo dicessi.

Ora vado… è tardi… forse troppo
devo salutarti e rimettere a posto la colla…
fino alla prossima volta almeno.

Ti voglio bene,
Davide

La sconfitta (fine?)

E poi arriva il giorno in cui accetti la sconfitta.

Capisci che non c’è più nulla per cui combattere perché ormai è una guerra finita e persa tempo fa. Nessuno ha vinto… si esce sconfitti, annientati entrambi da tutte le parti.

Smetti di credere ai miracoli e alla storia che si possono sempre sistemare le cose. Soprattutto non puoi più sistemare, insieme, quello che pensavi si potesse ancora riparare e che qualcuno ha già buttato da tempo… soprattutto quando qualcuno ha deciso che non sarà più insieme.

Basta. Ora è importante prendersi cura dei feriti innocenti e cercare nuovamente la pace. Davvero.

L’ultimo inutile sfogo di delusione che non servirà a nulla e che andrà nuovamente a finire contro un muro di gomma.
L’ultimo inutile sfogo con l’unico vincitore. L’unico che è fuggito via, è quello che ha vinto tutto. L’unico che è fuggito via, è quello che non ha perso nulla e non ha avuto nessun problema.

Servirebbe la vendetta?
Avrei qualcosa in cambio?
Mi sentirei meglio?
Starebbero meglio Samu e Chris?
Si sistemerebbe qualcosa?
Fine?

La tristezza è pensare che a tutte queste domande ci sia solo una a cui rispondere sì.


Da: Davide
A: Alessandro
Data: 28 gennaio 2016 ore 9.36

Ciao Alessandro,

evidentemente ti ho mentito… quella qui sotto non è stata l’ultima mia mail. Mi sembrava però doveroso aggiornarti su tutto quello successo in quest’ultimo periodo.

Dopo quel famoso messaggio, sono saltate fuori le foto inviate da Donatella… le mail e altro ancora. Semplicemente solo altro schifo al quadro già abbastanza preciso del tutto.

È stato per me e Donatella un pessimo Natale. Spero sia stato altrettanto per te. Sono solo contento (anche se “contento” in questo periodo è una parola un po’ fuori luogo) che almeno i bimbi abbiano vissuto, per l’ultima volta, una parvenza di normalità familiare. Dal prossimo Natale sarà tutto diverso… e questo anche grazie a te.

Capodanno sai un po’ come è andata. Dopo le minacce del veglione, il primo dell’anno è andata via di casa per tornare tra le urla e la rabbia solo dopo diverse ore. Insomma il 2016 è iniziato nello stesso modo in cui è finto (male) il 2015.

Il 13 gennaio siamo andati dall’avvocato del consultorio ed il 15 Donatella ha consegnato il modulo per la separazione in tribunale. Fra qualche giorno dovremo andare davanti al giudice per la sentenza definitiva di separazione. Fatto questo, tutto quello che si siamo detti e promessi il 12 settembre del 2009 finirà definitivamente nel cesso. Probabilmente qualcuno aveva fatto finire tutto nel cesso già quest’estate, ora semplicemente ci sarà il riconoscimento di tutto questo anche davanti alla legge.

Ieri Donatella ha firmato il contratto di affitto per la sua nuova casa. La stessa casa in cui vivrà con i bimbi il giovedì, il venerdì, il sabato e, a rotazione, le domeniche. Per poter fare questo ha dovuto anche chiedere aiuto (e non immagini con quale stato d’animo e quanta vergogna) a suo papà (“simpaticamente Giuseppe”… ricordi). Ti ha mai raccontato del rapporto con suo papà? Sai cosa significa questo? Io sì… davvero vorrei lo capissi anche tu.

Il 1° febbraio Donatella abbandonerà definitivamente il part-time (ha già firmato la lettera lunedì scorso). Non so se te ne ha mai parlato, ma per quel part-time abbiamo combattuto davvero tanto. Abbiamo dovuto coinvolgere Matteo, i sindacati e litigare non so con quante persone per ottenerlo. Pensa che Donatella ha dovuto accettare l’ennesimo spostamento demansionante per ottenerlo e ora, semplicemente per poter andare avanti senza nessuno, ha dovuto rinunciarvi (quando avrebbe potuto continuare ad averlo per legge fino ai 3 anni di Chris).

Insomma la nostra famiglia si è ora definitivamente distrutta. Anzi… la nostra famiglia non c’è più. Naturalmente anche tu non ci sei più in tutto questo. Non hai avuto né il coraggio di affrontarmi né quello di stare vicino a Donatella. Paradossalmente sto aiutando io Donatella per tutto… lo sto facendo anche perché, visto che è da sola, sto cercando di provvedere almeno alla casa in cui vivranno i miei bimbi.
Anche per questo il mio odio è rimasto immutato nei tuoi confronti e, per tutti i problemi che dovranno affrontare i miei figli ed io ogni giorno, crescerà.
Lo so benissimo che la colpa non è solo tua, ma visto che sei fuggito via ci tenevo ad informarti. Purtroppo con la fuga non si risolve molto, ma almeno questo spero tu lo sappia.
Volevo solo ricordarti, ancora una volta, di stare tranquillo perché non ho intenzione di farti nulla e (come ti ho già detto) non per te, ma solo per l’amore e il rispetto infinito ed incondizionato verso i miei bimbi. Se non ci fossero stati loro probabilmente non ti sarebbe accaduto ugualmente nulla perché avrei accettato comunque la fine di un rapporto tra due persone adulte (in cui una ha nascosto sai bene cosa). Non sopporto però che abbiate coinvolto due bimbi così piccoli ed innocenti (quando la vostra meravigliosa storia è cominciata, Christian non aveva nemmeno compiuto un anno) e ce l’ho con te perché ti conosco e perché anche tu sapevi chi ero. Ce l’ho con te perché hai 46 anni e pensavo fossi più maturo e soprattutto più responsabile. Fino ad ora, per tutto quello che hai fatto e dimostrato, non mi è sembrato tu abbia avuto un comportamento maturo e responsabile. Pensavo fossi più responsabile almeno ora, ma mi sono ancora sbagliato… ancora una volta.

Non ti scrivo questo perché spero che tu dica a Donatella che ci tengo ancora a lei… Donatella rimarrà sempre e comunque la mamma dei miei bimbi (e di questo le sarò grato tutta la vita), ma non ho più intenzione di tornare indietro su niente anche perché quello che c’era prima si è ora definitivamente distrutto (anche grazie a te). Io mi assumerò le mie responsabilità di padre anche perché (e vorrei ricordartelo ancora una volta) dalle proprie responsabilità non si scappa… mai… e quello che sto affrontando io e Donatella vorrei che sapessi che è anche responsabilità tua.

Ti odio “indefinitamente”,
Davide

 

 

P.S.: in tutto questo mi ero dimenticato di dirti la cosa più importante… sabato scorso abbiamo detto a Samuele della separazione.

Gli abbiamo detto che vivrà in due case separate.
Gli abbiamo detto che vivrà un po’ con la mamma e un po’ con il papà, ma noi continueremo a volergli bene uguale.
Gli abbiamo spiegato che mamma e papà hanno avuto un po’ di problemi (uno dei quali porta il tuo nome) e si separano per non litigare più.
Ecco per me (e probabilmente anche per Donatella) è stata solo l’ennesima giornata terribile da affrontare in questo periodo di merda.

So che probabilmente non risponderai nemmeno questa volta (d’altra parte cosa dovresti dire?), ma volevo che sapessi tutto questo.

Alea iacta est (non trovo le parole)

Una coppa è utile quando è vuota

– Ciao come stai?

– Ciao Mary… non so bene come sto. Ieri stavo male. Davvero. Forse è stata una delle giornate più difficili della mia vita.
Ieri era il giorno della formalizzazione, davanti all’assistente sociale e all’avvocato, delle condizioni di affido dei bimbi e, più in generale, della separazione. Forse l’ultima possibilità per tornare indietro… comunque l’ultima occasione per decidere tutto.
Ho provato a dire a Donatella che avrei preferito per noi 4 un’altra possibilità e un altro finale. Come al solito non è servito a nulla. Lei continua a dirmi che ormai con il nostro passato e quello che ci è accaduto pensa non si possa fare più nulla. Io continuo a dirle che dobbiamo pensare a vivere il presente e soprattutto il futuro. Il passato non si può cambiare, rimarrà lì qualsiasi cosa faremo… forse anche a tormentarci se non lo affrontiamo veramente. Insomma siamo sempre su due piani differenti, però… sono confuso io ed è confusa lei, ho paura io ed ha paura lei, sono triste io ed è triste lei, le voglio bene io e mi vuole bene lei, entrambi non vogliamo perderci, entrambi vogliamo impegnarci, entrambi vogliamo migliorare, vogliamo tante cose l’uno per l’altro. In qualche modo continuiamo a cercarci e dormiamo spesso ancora abbracciati insieme. Ieri persino l’avvocato e l’assistente sociale, quando decidevamo e scrivevamo insieme le condizioni, ci hanno detto che siamo proprio una coppia bella e intelligente. Mi è sembrato più che mai fuori luogo… se avessero avuto davvero ragione loro non saremmo mai dovuti essere lì.
Detto questo, siamo riusciti a fare tutto senza conflitti. Stamattina lei ha risistemato il documento in bella copia e stasera lo firmeremo. Probabilmente domani (o comunque nei prossimi giorni) andrà a consegnarlo in tribunale. Dopodiché è solo questione di tempo. “Alea iacta est” direbbero i latini.
Lei dovrebbe avere casa dal primo di marzo e per allora ci dovrebbe già essere la sentenza di separazione (ora è tutto più veloce). Insomma fra un mese e mezzo vivremo in case differenti e in modi differenti. A me spetteranno (che parola brutta) i bimbi il lunedì, il martedì e il mercoledì a lei il giovedì, il venerdì e il sabato. Le domeniche saranno alternate. Non ti tedio con le condizioni economiche, ma anche lì faremo tutto insieme… e in più ha sempre e comunque tutto il mio aiuto incondizionato per i bimbi.
Io non so come sto. Ultimamente non riesco a trovare le parole… in generale mi sento totalmente svuotato e forse, da alcuni punti di vista, è un bene.
Domani chiederò aiuto alla terapeuta su come cominciare a spiegare tutto a Samuele… Christian (dall’alto dei suoi 18 mesi) fortunatamente(?) imparerà automaticamente a vivere così.

– Io ieri l’ho sentita, era triste chiaramente per la chiusura di un capitolo, ma decisamente sollevata. Mi spiace che tu la viva così male.

– Per il resto non insisterò più. Anche se questa cosa mi devasta, ormai non posso fare altro che accettare la sua scelta.

– Ne abbiamo parlato e parlato, lei non ti ama più, non ti vuole più e vuole una vita senza di te… mi spiace.

– Anche a me (te l’ho già detto che non riesco a trovare le parole?).
Forse la mia è solo un’enorme dipendenza affettiva… forse lei è solo l’amore più grande e sbagliato della mia vita. Cercherò sempre e comunque di essere il padre migliore possibile per Samu e Chris… ora è questo il mio cammino.

– Il padre migliore lo eri anche prima.

Devo lasciarti ora, amico mio. Hai un lungo viaggio davanti a te, e devi viaggiare leggero. Da questo momento in poi, lasciati dietro tutto il fardello di conclusioni preconcette e apriti a tutto e a tutti coloro che troverai lungo il cammino. Ricorda, amico mio, una coppa è utile quando è vuota.

Bruce Lee