La storia di un viaggio

Adoro viaggiare, mi è sempre piaciuto più di ogni altra cosa. I viaggi più belli sono sempre stati quelli non programmati e durante i quali non avevi la minima idea di dove il fato ti avrebbe condotto il giorno successivo.
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L’inizio del viaggio mi ha ricordato gli euforici momenti delle gite scolastiche, entusiasmo, allegria e spensieratezza, presto però interrotte dai primi problemi dovuti ad incomprensioni, a differenze di vedute e probabilmente all’impersonale mezzo scelto per intraprendere quest’avventura.
Alcuni hanno legittimamente scelto di scendere alla prima stazione per non fare più ritorno, altri sono invece risaliti a bordo pronti a rimettersi in gioco e sopratutto a cercare di comprendere meglio il carattere dei compagni di viaggio.

Strada facendo il tempo ha contribuito a farmi capire quale fossero le volontà, le esigenze ed i pregi dei viaggiatori che mi accompagnavano. Poco per volta ho cominciato a sentirli sempre più vicini e ascoltandoli ho deciso che avrei voluto continuare a viaggiare con loro.
La diversità spesso spaventa, a me piace, la trovo stimolante. Trovo stimolante sapere che persone molto diverse fra loro hanno una destinazione comune da raggiungere e diverse idee su come raggiungerla. Sono convinto che durante il percorso, attraverso queste diversità, e ciò di buono che esiste in ognuna di queste, raggiungere la destinazione diventerà più agevole e che la soddisfazione di avercela fatta sarà maggiore.
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Ho incontrato persone e questo tipo di esperienza mi è piaciuta. Ho visto la volontà di superare le iniziali diffidenze reciproche, ho visto la volontà di stare insieme nonostante le diversità, ho visto il caos andarsi lentamente ad organizzare.
Non tutto è filato alla perfezione, non tutti si sono trovati bene con tutti, ma questo deve essere considerato normale e comunque fisiologico quando tanti cuori e cervelli si incontrano. Quando i rapporti si incrinano, a volte, accade che ci si lasci bruscamente ed in malo modo, ma questa è la vita.

La vita è un viaggio e se non si è adatti a compierlo insieme è meglio che ognuno lo intraprenda scegliendo la sua personale strada e la direzione preferita […] alcuni compagni di viaggio hanno deciso di staccarsi dal gruppo, altri sono stati invitati a farlo. Anche questo non deve stupire e non ci si deve vergognare di ciò.

Il treno è ripartito, il viaggio è ripreso, io sono sempre qui, ancora più convinto che questo sia il treno che aspettavo e sul quale mi trovo insieme a compagni con i quali voglio viaggiare.
Avremo ancora discussioni, sorgeranno ancora incomprensioni, ma il gruppo si è compattato, gli obbiettivi sono un po’ più chiari e sono certo che sapremo superare tutti insieme i futuri ostacoli.

Il viaggio continua, e la cosa che più mi affascina è che non ho la minima idea di quale sarà la destinazione finale.
E se non ci fosse nessuna destinazione finale?
Si continuerà a viaggiare.

Punck

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